Formazione, Conservazione e Comunicazione dell'Arte


Il convegno rappresenta una occasione di riflessione circa l’identità e il ruolo delle accademie di belle arti italiane dopo la Riforma del ’99 e gli atti che ne sono conseguiti: dalla autonomia statutaria, ai regolamenti didattici, alle nuove funzioni formative. In seguito a questo infatti, le accademie, pur conservando la loro identità storica come alte istituzioni della ricerca e della produzione artistica, si aprono anche, attraverso nuovi indirizzi formativi, e all’interno di parametri di riferimento universitari, a una cultura del progetto, della didattica e della comunicazione, finora inedite.

Il rapporto fra questi ambiti, le Belle Arti della tradizione da un lato e la cultura dell’immagine dall’altro, dal punto di vista formativo e produttivo, e quindi in rapporto con le strutture del territorio, è argomento tanto poco approfondito quanto invece di fondamentale interesse per ogni progetto futuro. Occorrerà dunque interrogarsi, oltre che sugli sbocchi, anche su come cambia l’insegnamento. Chiedersi se la formazione debba tendere a unificare questi diversi momenti o esaltarne invece le differenze. Se la produzione artistica necessiti di un nuovo apporto con l’informazione. Questioni che investono tra l’altro l’articolazione della nuova didattica.

Il convegno si rivolge al corpo docente delle accademie italiane come momento di confronto sugli indirizzi formativi previsti dalla Riforma, agli studenti per quanto concerne l’orientamento e la finalizzazione dei loro studi, agli enti territoriali per la programmazione relativa alle nuove professionalità, alle realtà dell’arte e dell’impresa, interlocutori indispensabili del nuovo corso.